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blog villa santa apollonia

L’idea di poter sostituire i denti persi con radici e corone artificiali è molto più antica di quanto si possa pensare. I primi impianti dentali documentati risalgono addirittura al periodo neolitico.
Reperti archeologici interessantissimi testimoniano di inserzioni di pezzi di conchiglia lavorata, minerali o osso.
Tale pratica era molto diffusa tra le civiltà pre-colombiane, così come dimostrato da un reperto trovato a Copan in Honduras e risalente al 650 d.C.
Nella medicina araba e in quella greca ci sono testimonianze che parlano del reinserimento del dente nel proprio alveolo, piuttosto che della sostituzione dello stesso con un dente artificiale.
In epoca più recente, nel XIX secolo, si moltiplicarono i tentativi di realizzare impianti, ma l’inadeguatezza dei materiali, delle tecniche chirurgiche, dei mezzi anestetici e l’assenza di antibiotici portarono a prevedibili fallimenti.
Dopo questi tentativi bisogna aspettare il 1938 quando Adams brevettò il primo impianto sommerso, molto vicine al successivo e celeberrimo impianto di Branemark, che viene oggi considerato il padre dell’implantologia.
Nel 1961 comparve il primo impianto specificamente progettato per il carico immediato, dotato di area di rispetto biologica e nel 1964 fu introdotto il titanio in implantologia.
L’uso del titanio in implantologia rappresenta un netto passo avanti per la capacità di osteointegrazione di tale materiale, ovvero di legarsi con l’osso umano senza essere rigettato.



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